Sapore alla Vita

...perché sei un essere speciale, ed io, avrò cura di te ... - Franco Battiato -

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Ciao, odiami.

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CIAO, ODIAMI.

 

Ciao, forse non sai chi sono, ma albergo nella vita di molte persone; chissà se non pure nella tua.

Le persone mi odiano e mi amano. Mi cercano, ma poi fanno di tutto per allontanarsi da me.

Non sono una cosa facile con cui combattere, ne con cui convivere. Mi nascondete dietro sorrisi di cui solo io so la natura, sotto vestiti  larghi e comportamenti sfuggenti. Molto probabilmente mi conosci già, se non per tua esperienza per sentito dire, ma una presentazione è d’obbligo a parer mio.

Appaio nella vita degli adolescenti, perlopiù ragazze, e li “aiuto” a risolvere i loro problemi. Ho scritto fra virgolette non a caso; secondo loro è un aiuto: sfogano le loro frustrazioni frustando a loro stessa volta i loro corpo. I metodi che comprendo sono i più disparati: l’importante, è farsi del male. Iniziano con una piccola scoccata d’elastico, per poi finire in un letto d’ospedale con una vena recisa. Smettono di vedere le cose come sono realmente, tutto è contro di loro, sono sempre la causa di ogni sofferenza propria o altrui. Vedono l’infliggersi del male come unica via di salvezza dal loro dolore morale: e ci credono, ci credono eccome. Sono tutti convinti che i problemi si dissolvano intromettendomi nella loro vita. Le motivazioni sono infinite, la più frequente è la mancanza di autostima. Inscenarsi come capro espiatorio in qualunque situazione; quello/a in errore, sempre.

 

Magari pensi che mi diverta, che mi diverta a vedere ragazzi e ragazze che si distruggono giorno dopo giorno. E , invece, sorpresa: odio tutto quello che la mia presenza porta a fare. Vedere persone, a lor modo fantastiche, distruggersi grazie alla mia esistenza per motivi a dir poco infondati e inutili, è una delle cose peggiori. Tutto ciò per cui lo fanno non è minimamente proporzionale alla portata di ciò che “li fa sentire meglio”. È tutto nelle loro teste, sai? Ti spiego brevemente perché.

 

Loro, per motivi diversi, soffrono emotivamente. Non trovano nessuno con cui sfogarsi: o perché non li capiscono, o perché li prendono in giro, o perché semplicemente non vogliono parlarne. Quindi cercano modi alternativi per sfogare i loro pensieri. Le provano tutte, ma nulla è abbastanza. Poi un giorno, ecco che scoprono la mia esistenza. Sono riluttante all’inizio, pensano giusto, ossia che non ne valga la pena. Dopo un po’ succede qualcosa che li spinge a tentare. Gli faccio male, ma non lo capiscono. Uno alla volta e l’emorragia è vicina. Davvero non si rendono conto quanto sia stupido l’usarmi come sfogo. Odio essere qualcosa di così cruento. “Autolesionismo” , anche il mio nome fa ribrezzo,  e con lui tutta la mia esistenza. Le persone che riescono ad uscire dal mio giro sono eroi ed eroine unici. Hanno vinto la loro battaglia, da soli o con aiuto non importa, hanno vinto, questa è la sola cosa che conta veramente. Altre persone, invece, questa battaglia la perdono: i conoscenti li piangono per anni, rovinano la vita di molti col loro gesto; persone che in vita amavano, ma forse non abbastanza avendo scelto la propria “felicità”.

Ma è davvero quella la felicità? Abbandonare tutto, per svanire con me? No, la felicità è vivere felici (cogli il gioco di parole).

Quindi, tu che leggi, ascoltami: odiami e porta chiunque tu conosca che vive con me ad odiarmi, grazie.

 

Sara Bortolato & Tatiana Alba

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