Sapore alla Vita

...perché sei un essere speciale, ed io, avrò cura di te ... - Franco Battiato -

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Sabato sera

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E’ uno dei tanti sabati sera passati assieme a lei, Emma l’unica persona che è riuscita a salvarmi, la mia migliore amica una delle poche che darebbe la vita per me. Nei momenti più difficili lei c’è sempre stata e mi ha fatto superare gli ostacoli più difficili come la mia dipendenza per la droga.  Abbiamo passato assieme momenti  indimenticabili che saranno sempre impressi nella nostra mente e nel nostro cuore proprio per questo un giorno abbiamo deciso di farci tatuare un ancora sui polsi simbolo di speranza e salvezza come lei lo è per me.

Siamo in macchina verso mezzanotte, metto l’ipod e incominciamo a cantare a squarciagola la nostra canzone preferita. Aveva appena finito di piovere, l’asfalto era ancora bagnato e la strada era deserta. Non avevamo bevuto molto solo una birra per brindare alla nostra amicizia. <Tommy: “Emma direi di fare un brindisi, tranquilla non ti faccio ubriacare,siamo amici da quando eravamo piccoli e penso che niente e nessuno ci potrà mai dividere!” Emma: “Alla nostra! Ti voglio bene anche  se non te lo mai detto sei la cosa più bella che mi sia capitata,e qualunque cosa accada io sarò sempre accanto a te!”>

A un certo punto, quando tutto sembrava perfetto,  qualcosa passa davanti alla macchina, non avevo idea di cosa fosse ma per istinto sterzo il volante, sento un grande colpo e la testa  che mi pulsa. Immediatamente nonostante non fossi del tutto lucido cercai la mano di Emma. Quando mi girai per vedere come stava mi resi conto che era priva di sensi.  Con tutte le forze che avevo scesi dalla macchina e la presi in braccio appongiandola a terra, mi distesi accanto lei e subito chiamai i soccorsi e chiusi gli occhi tenendola sempre accanto a me.

Quando mi svegliai tutto attorno a me era bianco ed ero straiato su un letto che non era il mio. Cercai di focalizzare le numerose ombre attorno a me e mi resi conto che lei non c’era. Chiesi subito dove era Emma ma loro mi guardavano con gl’occhi tristi facendomi pensare che fosse morta.

Due mesi  dopo..

Sono le sei del pomeriggio in una calda giornata d’estate e come ogni giorno da ormai due mesi vado a trovare il mio angelo custode. Entro nella piccola stanza e l’unico rumore che sento è la macchina per controllare i battiti del suo cuore. Lei è stesa lì, con quella solita faccia dolce che sembra felice. Tiro fuori dallo zaino il mio ipod e metto su la nostra canzone preferita , la fisso nella speranza che si svegli e che esca dal coma. Ogni giorno devo affrontare mille persone che mi parlano di lei e mi guardano con occhi tristi ma loro non sanno, non sanno quello che sto provando veramente, tutto questo male che mi sta uccidendo dentro. Quando non sono con lei non riesco ad essere la persona che sono realmente  è come se indossassi una maschera dalle mille sfaccettature per nascondermi dalle altre persone.

Sono qui che ti guardo e sappilo, dovessero passare anni ma io ti aspetterò sempre perché la speranza è l’ultima a morire.

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