Sapore alla Vita

...perché sei un essere speciale, ed io, avrò cura di te ... - Franco Battiato -

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io e la mia maschera

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Mi chiamo Martina.

Ho 18 anni all’ anagrafe ma, per le esperienze passate, mi sento una trentenne...

Parlo di esperienze che mi hanno segnata particolarmente e mi hanno fatta crescere molto più in fretta rispetto ai miei coetanei.

Avevo solo 14 anni quando il peso del mondo si è accollato sulle mie spalle: è venuta a mancare mia mamma e da quel momento è terminata quella che doveva essere la mia adolescenza. Sentivo la responsabilità di sostenere una famiglia e questo mi soffocava sempre di più, tutti si aspettavano che io diventassi la “donna con i pantaloni”.

A questo si sono aggiunti altri problemi di tipo economico, sociale e affettivo.

Badare alla famiglia toglieva quel tempo che mi serviva  per essere una semplice ragazza.

Le mie amiche a scuola raccontavano dei loro primi amori e io mi sentivo esclusa perché il mio unico argomento poteva essere solamente cosa avrei preparato per pranzo.

Ogni giorno i miei amici mi chiedevano di uscire e io tutte le volte trovavo delle scuse diverse per nascondere quello che in realtà era il vero motivo: fare la “mamma”.

Anche la scuola ormai non aveva la stessa importanza.

Il mio mondo era la mia casa.

Nessuno è ancora riuscito a conoscermi davvero. Forse la colpa è anche mia, perché mi stampavo in faccia quel sorriso finto che riuscivo a far sembrare talmente reale da non far trapelare alcun sospetto.

Quel sorriso era la mia maschera.

 

“Devo fabbricarmi un sorriso, munirmene, mettermi sotto la sua protezione, frapporre qualcosa tra il mondo e me, camuffare le mie ferite, imparare, insomma, a usare la maschera.”                                                                                              (Emil Cioran)

 

Non è forse vero? Quante maschere che non riconosciamo vediamo ogni giorno? Come Martina, molte persone sono “costrette” a nascondere i propri problemi e le proprie insicurezze dietro ad una maschera che copre le loro vere emozioni. Il modo più comune per farlo è appunto quello di fingere un sorriso e far credere che tutto vada per il verso giusto. Dovremmo riuscire a smascherare queste persone e fargli capire che possono essere sé stesse sempre e che non devono aver paura del loro vero volto.

 

Letizia Boem, Giada Finotto, Maura Finotto, Arianna Morando, 3 ARIM

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